Il Bosco e la Pagoda

La Foresteria si estende fino a Villa la Rotonda con un boschetto di lecci secolari da alcuni considerato “bosco sacro”: con i suoi profumi e i suoi silenzi,  in piena campagna ma adiacente alla città, è un'oasi di benessere che racchiude monumenti, storie e tradizioni. La passeggiata all'ombra degli antichi lecci che custodiscono le statue e l'antica Pagoda è una benefica pausa dal quotidiano, un momento di contatto intimo con la natura.

Scendendo dalla terrazza del bar e oltrepassando le scuderie dei cavalli, staccati dalle carrozze lasciate sotto il Portico, si apre il cancelletto: a sinistra della statua, un candido camminamento di ghiaia, costeggiato da bossi e oleandri immette nel piccolo, raccolto, composito bosco.

Proseguendo la passeggiata, si arriva alla Pagoda. Sicuramente piu tarda delle Ville (1696/1720), probabilmente opera dell’architetto Canegaro Negrin, è interamente affrescata con finestre scorrevoli rientranti nei muri e una grande tavola di marmo al centro. Era una “folie", dove i Valmarana si riunivano per prendere il te. Di fronte, ora coperto di erba, c’era il campo da tennis dove Angelo e Paolo Valmarana giocavano con gli amici. 

 

Proseguendo, si arriva alla chiesetta, un tempo la cappella privata della villa La Rotonda. L’illustre Canonico Paolo Almerico morì nel 1589 lasciando i suoi beni al figlio Virgilio Bartolomeo con l’obbligo che costui edificasse una “cappella onorata accanto ala Rotonda, in loco opportuno..”. La volontà del testatore fu disattesa: nel 1591 la Villa e tutto il terreno furono venduti ai Conti Capra.Trascorsi alcuni anni, il conte Marzio Capra eresse l’attuale cappella ben lontana dalla villa, forse per evitare pericolosi accostamenti stilistici con la Villa palladiana davanti.

E’ del 1867 l’atto notarile da cui si evince che l’oratorio diviene di proprietà del conte Gaetano Valmarana. 

 

Per informazioni sulle attività legate al bosco e per prenotazione di eventi: foresteria@villavalmarana.com

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